La Madonna del latte: l’allattamento attraverso le immagini dell’arte

untitledNell’antichità quando un popolo cercava nuove terre dove insediarsi, perché oppresso da guerre e carestie, pensava a luoghi fertili, rigogliosi, dove latte e miele scorressero in abbondanza.

Per molti esuli questo era il desiderio più grande da realizzare. Il latte veniva visto come sinonimo di fertilità, benessere, abbondanza, completamente scollegato però dal concetto di maternità.

Nell’antica Grecia l’allattamento materno era condannato perché si riteneva che questo avrebbe creato un rapporto privilegiato tra madre e figlio, rapporto dal quale il padre sarebbe stato escluso.

Nella Roma imperiale le ricche patrizie lo rifiutavano perché avrebbe rovinato loro il seno e le avrebbe allontanate dalla vita di società.

Spetterà al Cristianesimo rivalutare l’allattamento materno.

All’immagine di Maria “Regina dei Cieli” o “Basilissa” (direttamente derivata dal cerimoniale della corte dell’impero romano d’oriente), si affianca quella della “Madonna del Latte”.

Del resto S. Luca aveva da sempre sottolineato questa caratteristica tutta umana di Maria quando dice: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno che ti ha allattato” (Luca 11, 27).

Questa iconografia si diffonde a partire dal XII secolo e molti artisti ne hanno dato varie versioni.

Con l’immagine della Madonna del Latte il mondo cristiano si arricchisce di una connotazione più popolare, meno aulica che, rappresentando Maria nel momento più intimo del rapporto con suo Figlio, la rende più confidenziale, più terrena e quindi più vicina ai fedeli.

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